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Prezzi a zero

| mercoledì 15 luglio 2009
L'ISTAT ha confermato i dati di inflazione di giugno, pari a +0,5% a dodici mesi e a +0,1% a un mese secondo l'indice nazionale oppure a +0,6% a dodici mesi e a +0,2% a un mese secondo l'indice armonizzato per i paesi UE. In ogni caso la variazione dei prezzi in Italia è un po' superiore alla media europea (nella zona euro la variazione tendenziale di giugno è stata -0,1% e quella congiunturale +0,2%), ma in entrambi i casi si può parlare di una sostanziale stabilità dei prezzi rispetto al 2008.

Fonte: ISTAT

Il confronto tra variazione congiunturale (a un mese) e tendenziale (a un anno) delle componenti che costituiscono l'indice dei prezzi evidenzia dinamiche significativamente differenti tra loro: ad esempio, il capitolo Ricreazione, spettacoli e cultura mostra una variazione positiva sia tendenziale (+0,7%), sia congiunturale (+0,6%). La maggioranza delle componenti fa registrare una variazione congiunturale pressoché nulla unita ad una variazione tendenziale positiva: in particolare, il capitolo Bevande alcoliche e tabacchi mostra prezzi invariati rispetto a un mese fa, ma in crescita del 4,9% da giugno 2008. Due componenti si distinguono sensibilmente dalla media: le Comunicazioni (-1,2% a un mese, -0,9% a un anno) e i Trasporti (+0,9% a un mese, ma ben -3,9% a un anno).

Fonte: ISTAT

La componente dei Trasporti include i prezzi dei carburanti e la dinamica a dodici mesi risente quindi del calo del prezzo alla pompa conseguente alla forte discesa del costo del greggio; a un mese, invece, la variazione è positiva e sconta gli aumenti seguiti al rialzo del prezzo del petrolio. E' interessante notare che la componente dei Trasporti contribuisce a ridurre l'inflazione tendenziale di oltre lo 0,60%: senza questo calmiere, la dinamica dei prezzi al consumo ad un anno supererebbe l'1%, soprattutto per effetto della voce Alimentari e bevande analcoliche, che è l'altro importante capitolo di spesa per le famiglie italiane e contribuisce con più dello 0,30% alla formazione del'indice.

L'inflazione a zero o vicina a zero è pertanto un effetto di movimenti congiunturali di breve termine, legati alla particolare volatilità dei prezzi dei prodotti energetici: questo fenomeno è colto dall'indice dell'inflazione di fondo (o "core", seguendo la nomenclatura anglosassone), che depura l'indice dei prezzi al consumo delle componenti più volatili (oltre ai prodotti del comparto energia, i beni alimentari non lavorati): tale indice è sceso a giugno all'1,6% dall'1,9% di maggio, con una significativa contrazione rispetto al massimo del 3% segnato nell'autunno del 2008, ma allo stesso tempo con una ancora sensibile distanza dal livello zero quasi raggiunto dall'indice generale.

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